
di Beatrice Laurenzi
Al Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto di Torino è possibile ammirare, fino al 15 febbraio 2026, la mostra Da Fontana a Crippa a Tancredi. La formidabile avventura del Movimento Spazialista, che esplora uno dei capitoli più audaci dell’arte italiana del secondo dopoguerra: lo Spazialismo, corrente che rivoluzionò il linguaggio artistico a partire dalla fine degli anni Quaranta.
In un periodo segnato dalla ricostruzione e da un profondo desiderio di rinnovamento, lo Spazialismo rappresentò una rottura radicale con la tradizione. Il concetto di spazio divenne la nuova frontiera della ricerca estetica: la superficie pittorica si aprì a segni, incisioni, buchi e tagli, trasformandosi in un territorio di sperimentazione e libertà. Lucio Fontana, fondatore e teorico del movimento, trovò nell’incontro tra arte, scienza e tecnologia una chiave per rappresentare il mondo moderno, ispirato dalle scoperte sul cosmo e dalle nuove dimensioni della percezione.
Il percorso espositivo si concentra sul radicale rinnovamento del linguaggio pittorico promosso da Fontana, con i suoi celebri buchi e tagli, veri e propri varchi nella tela verso una nuova percezione del reale. Accanto a lui, figure come Roberto Crippa, con le sue spirali dinamiche, e Tancredi Parmeggiani, tra astrazione lirica e vibrazioni cromatiche, incarnano l’irrequietezza di un’epoca segnata dal desiderio di superare i confini tradizionali dell’arte. Il percorso coinvolge ventiquattro artisti e circa cinquanta opere, provenienti da collezioni pubbliche e private, tra cui anche Gianni Dova, Giuseppe Capogrossi, Mario Deluigi, Virgilio Guidi, Edmondo Bacci, Ennio Finzi e molti altri.
Il progetto si arricchisce con documenti d’epoca, cataloghi, riviste, e contenuti multimediali, come il video sugli Ambienti spaziali di Fontana, accompagnato da una colonna sonora originale del sound designer Rico Casazza. Il tutto restituisce un’immagine complessa e vibrante di un movimento artistico che ha saputo integrare arte, scienza, spazio e materia, tracciando traiettorie inedite nella storia dell’arte contemporanea italiana ed europea.
