L’Italia conta su 5.000 alberi monumentali: testimoni silenziosi della storia del nostro paese

L’ultimo aggiornamento del Ministero dell’Agricoltura (Masaf) ha portato a 4.944 il numero degli alberi monumentali riconosciuti e tutelati in Italia, con l’aggiunta di 211 nuovi esemplari.
Questi alberi, come ha sottolineato il Ministro Lollobrigida, non sono semplici organismi vegetali, ma veri e propri “testimoni silenziosi” che uniscono natura, cultura e identità del Paese.
La legge italiana definisce “monumentale” un esemplare ad alto fusto, isolato o in gruppo, che si distingue per età, dimensioni, rarità, forma o per il suo legame con vicende storiche e culturali. Essi sono considerati un bene culturale, oltre che ecologico.
Tra le nuove aggiunte più suggestive si citano il Cipresso di Padova, il raro Pino Kauri di Sorrento e la straordinaria Bouganville di Menfi (Agrigento), con una chioma di 280 metri quadrati.
Le specie più rappresentate a livello nazionale sono la roverella e il faggio, ma non mancano olivi, platani e castagni. La concentrazione maggiore si registra in Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Sardegna.
Tra gli esemplari più famosi e leggendari figurano il Castagno dei Cento Cavalli (Etna), stimato come il più antico e grande d’Europa con tremila anni, l’Olivo di Luras (3.800 anni) e la Quercia delle Checche in Toscana, riconosciuta come il primo Monumento Verde Nazionale.
Regioni con maggior numero di alberi monumentali
1 Sardegna circa 410 – 426 esemplari
2 Friuli-Venezia Giulia circa 344 – 511 esemplari
3 Lombardia circa 235 – 431 esemplari
4 Abruzzo circa 298 esemplari
Altre regioni significative:
La Campania può contare su un numero elevato di alberi monumentali grazie anche ad alcune province come Napoli che contra su numerosi esemplari. Seguono il Veneto ma anche Puglia e Sicilia che vantano molti olivi e alberi millenari.
Le specie più rappresentate a livello nazionale sono la Roverella e il Faggio.
La distribuzione è tuttavia molto frammentata. Ad esempio, a livello provinciale, Udine registra numeri molto alti (oltre 200 esemplari), dimostrando una forte densità locale mentre la regione Toscana, nonostante ospiti esemplari celebri come la Quercia delle Checche, a livello numerico totale si posiziona in fasce più basse rispetto al Friuli o alla Sardegna.
