
In occasione della conferenza stampa di inizio 2026, la Premier Giorgia Meloni ha posto l’accento sulla drammatica situazione di Alberto Trentini, detenuto in Venezuela da oltre un anno.
La Presidente ha ribadito che il governo è impegnato quotidianamente da quattrocento giorni per la sua liberazione, assicurando che l’attenzione resterà massima finché la madre, la signora Armanda, non potrà riabbracciarlo.
Per raggiungere questo obiettivo, Palazzo Chigi sta coordinando un’azione complessa che coinvolge i canali politici, la rete diplomatica e i servizi di intelligence. Meloni ha inserito il caso Trentini in un quadro di cauto ottimismo, citando i recenti segnali di apertura arrivati dalla Presidente ad interim Rodriguez, come la liberazione di Pilieri e l’attesa scarcerazione di Gasperin. Queste mosse sono interpretate come passi verso una pacificazione nazionale che potrebbe favorire relazioni bilaterali più distese e accelerare il ritorno a casa di Trentini.
Oltre alla crisi venezuelana, la Premier ha affrontato i nodi della geopolitica globale, sottolineando il ruolo dell’Italia come mediatore a Gaza e nel Piano Mattei per l’Africa. Sul fronte interno, ha rassicurato sulla tenuta della maggioranza e sull’ottimo rapporto con il Quirinale, confermando che la stabilità nazionale è il presupposto necessario per gestire con autorevolezza anche le crisi dei nostri connazionali all’estero. La promessa solenne fatta alle famiglie dei detenuti è quella di non lasciarle sole, mantenendo aperti tutti i canali di dialogo possibili per risolvere i casi più critici di detenzione internazionale.
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