
Si è conclusa con successo la missione internazionale GAPS (General Antiparticle Spectrometer), un ambizioso esperimento condotto tramite un pallone stratosferico della NASA lanciato dall’Antartide.
Per 25 giorni, il rivelatore ha sorvolato i ghiacci polari a una quota di circa 37 km, raccogliendo oltre mezzo miliardo di dati sulle radiazioni cosmiche. L’obiettivo primario mira ad identificare particelle rare come antideutoni e antiprotoni per svelare i segreti della materia oscura, che costituisce circa l‘80% della massa dell’universo.
L’Italia ha giocato un ruolo di primo piano in questo successo scientifico. Grazie al coordinamento dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e al lavoro dei ricercatori dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e di numerose università nazionali, l’Italia ha progettato e realizzato il “cuore tecnologico” dello strumento. In particolare, i team italiani hanno fornito l’elettronica avanzata e il sistema di alimentazione del tracciatore al silicio, componenti indispensabili per isolare i rarissimi segnali di antimateria dal flusso dei raggi cosmici.
La tecnica innovativa di GAPS si basa sull’osservazione degli atomi esotici, che emettono segnali caratteristici quando una particella di antimateria viene catturata dallo strumento. Il progetto attende ora la fase finale dell’analisi dei dati, che potrebbe portare a scoperte rivoluzionarie sulla composizione del cosmo e sulle leggi della fisica moderna. Il successo di questa collaborazione tra USA, Italia e Giappone conferma il ruolo strategico della ricerca italiana nell’esplorazione dell’astrofisica particellare.
