Cultura

Peppo Sacchi: l’addio al visionario che inventò la tv libera in Italia

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Si è spento a Biella, nella notte fra il 4 e il 5 giugno, all’età di 93 anni Giuseppe “Peppo” Sacchi, il vero pioniere della tv privata in Italia. Ex cameraman e regista Rai, Sacchi anticipò l’era di Berlusconi fondando Telebiella nel 1971. Insieme alla moglie Ivana Ramella, creò un’emittente vicina al territorio e un’alternativa alla Rai.
Le trasmissioni iniziarono nel 1972 via cavo per aggirare le leggi sulle frequenze via etere.
Nel 1973 il governo impose la chiusura della tv, recidendo fisicamente i cavi degli studi.
Sacchi non si arrese e scatenò una storica battaglia legale per difendere la sua creatura.
Il caso giunse alla Corte Costituzionale, che nel 1974 legittimò le tv private via cavo.
Questa storica sentenza scardinò per la prima volta il monopolio televisivo dello Stato.
Nel 1976 una nuova pronuncia della Consulta liberalizzò anche le emittenti locali via etere.
Si aprì così ufficialmente la grande e vivace stagione delle televisioni private italiane.
Telebiella fu anche un importante laboratorio di talenti e una palestra per lo spettacolo.
Tra i grandi nomi che vi collaborarono ci fu Enzo Tortora, che ne divenne vicepresidente.
Anche il cantautore Bruno Lauzi realizzò per l’emittente un programma sulla canzone italiana.
Inoltre, proprio a Telebiella mosse i suoi primissimi passi un giovanissimo Ezio Greggio.
Nonostante il successo ideale, Sacchi non beneficiò economicamente della sua stessa rivoluzione. Quando il mercato privato decollò su scala nazionale, l’emittente non resse la concorrenza. I grandi editori commerciali e i colossi industriali surclassarono i piccoli mezzi di Sacchi.
Tuttavia, il suo contributo alla storia dei media italiani resta monumentale e indiscutibile.
Senza la sua audacia, il panorama televisivo del nostro Paese sarebbe stato molto diverso.
L’Italia saluta così il visionario che ha regalato la libertà di scelta sul piccolo schermo.

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