Società

Dio è un ingegnere biogenetico 

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“L’IA ha scoperto che Sitchin/Biglino avevano ragione e che i governi ci nascondono la verità”. 

Negli ultimi mesi sono comparsi, dentro il social Youtube  in italiano, molti contenuti che narrano  degli Anunnaki e degli Elhoim, ovvero di  ingegneri biogenetici, venuti dallo spazio extraterrestre, che sarebbero i nostri presunti  “creatori” . Per lo meno stando a quanto descritto nelle  tavolette sumere rinvenute in Mesopotamia . Come mai questo interesse ? Peraltro gli Autori di tali contenuti sono difficili da identificare se non addirittura “anonimi”. Alcuni scrittori quali Zecharia Sitchin” in USA e Mauro Biglino in Italia si erano già cimentati  con questi temi ma ora la “divulgazione” è diventata di massa. 

A proposito dell’invasione su Youtube si menzionano “nuove letture e traduzioni” realizzate con potenze di calcolo molto grandi e algoritmi mossi da Intelligenze Artificiali. Cosa c’è di vero e cosa invece risponde alla nuova “moda”? 

Questo boom di contenuti su YouTube Italia si pone all’incrocio perfetto tra algoritmo, evoluzione della saggistica “alternativa” e l’avvento dell’intelligenza artificiale. Non c’è una sola causa del fenomeno, ma una reazione a catena che parte dai vecchi maestri della paleoastronautica (lo studio di antichi contatti alieni) e arriva ai moderni canali automatizzati. Cerchiamo di fare ordine in questa tendenza. 

Dal “Dopo Sitchin” al “Dopo Biglino”

Il fenomeno non nasce dal nulla, ma rappresenta l’evoluzione digitale di filoni letterari molto forti.

Il “Dopo Sitchin”: Zecharia Sitchin (1920–2010) è stato il padre della teoria degli Anunnaki come alieni colonizzatori, basata sulla sua interpretazione personale dei testi sumeri. Sebbene la comunità accademica (assiriologi e linguisti) abbia smentito le sue traduzioni, Sitchin ha creato un vero e proprio canone mitologico pop (milioni di copie vendute  in 25 lingue diverse). Oggi su YouTube assistiamo alla “terza generazione” di questo filone: i concetti di Sitchin vengono digeriti, semplificati e trasformati in video ad alto impatto visivo.

Il “Dopo Biglino” in Italia

In Italia, Mauro Biglino ha svolto un ruolo culturale simile, concentrandosi sul testo ebraico dell’Antico Testamento e sulla figura degli Elohim (interpretati come individui in carne e ossa ma tecnologicamente molto avanzati). Biglino ha sdoganato il metodo del “facciamo finta che”, attirando un vastissimo pubblico italiano (centinaia di migliaia di copie) . L’attuale trend di YouTube cavalca quell’onda: il pubblico italiano è già “educato” a questo tipo di narrazione ed è costantemente affamato di nuovi dettagli o conferme.

Gli autori dei contenuti che circolano su Youtube

Perché gli autori dei contenuti che circolano su Youtube sono anonimi o difficili da identificare?

La natura “fantasma” di molti di questi canali è legata a ragioni puramente economiche e tecnologiche. Il fenomeno è noto come canali “faceless” (senza volto). Molti di questi canali non sono gestiti da ricercatori accademici o appassionati tradizionali, ma da “Content farm” o agenzie o singoli creatori che gestiscono decine di canali contemporaneamente in diverse lingue. Non c’è un autore reale: i testi vengono scritti (o riassunti) da intelligenze artificiali generiche, tradotti automaticamente e montati usando video di repertorio (stock footage).

Gli Anunnaki, il mistero della Creazione, l’archeoastronomia proibita e la fine del mondo sono argomenti che garantiscono un CTR (Click-Through Rate) altissimo e un tempo di permanenza sul video elevato. L’anonimato serve a produrre video in serie senza legarsi a un volto, riducendo i costi di produzione a zero e massimizzando i ricavi pubblicitari di YouTube.

Nei video si sente spesso parlare di “supercomputer che stanno ritraducendo le tavolette”. Qui bisogna scindere la realtà scientifica dalla narrazione sensazionalistica.

La realtà scientifica (Il progetto Digital Papyrology e IA): Esistono veri progetti universitari e accademici (come quelli della Ludwig-Maximilians-Universität di Monaco di Baviera o collaborazioni in Israele e Iraq) che usano reti neurali e la potenza di calcolo per ricomporre frammenti di tavolette cuneiformi e leggere parti danneggiate o mancanti. L’IA analizza i caratteri tridimensionali e propone la trascrizione più probabile basandosi su migliaia di altri testi noti.

La distorsione nei video: I canali YouTube prendono queste ricerche e le manipolano per fini narrativi. Dicono al pubblico: “L’IA ha scoperto che Sitchin/Biglino avevano ragione e che i governi ci nascondono la verità”. Nella realtà, i supercomputer stanno solo aiutando gli archeologi a leggere più velocemente testi amministrativi, contratti commerciali, preghiere e varianti dell’Epopea di Gilgamesh, confermando le traduzioni accademiche classiche, non quelle ufologiche.

L’uso dell’IA all’interno di questi canali non è quasi mai uno strumento di indagine scientifica, ma uno strumento di creazione di contenuti.

Spesso viene chiesto a modelli linguistici come ChatGPT o Claude di “Scrivere un copione misterioso e avvincente sulle tavolette sumere e gli Elohim, usando un tono drammatico”. L’IA unisce frammenti di testi presenti sul web (spesso attingendo a forum di ufologia) creando una storia fluida ma spesso priva di rigore storico.

Le voci profonde e narranti che si sentono sono quasi sempre cloni vocali realizzati con IA (es. ElevenLabs). Le immagini spettacolari degli Anunnakis sui loro troni o delle astronavi sopra Babilonia sono generate con Midjourney o Stable Diffusion. Questo crea un’illusione di alta qualità e autorevolezza visiva che cattura l’utente.

Siamo davanti a un cortocircuito tecnologico-culturale. Il pubblico italiano ha un forte interesse per la storia alternativa (eredità del successo di Biglino). I creatori di contenuti, sfruttando l’intelligenza artificiale per la produzione di massa (testi, voci, video), hanno trovato negli Anunnaki la nicchia perfetta per generare visualizzazioni facili.

La menzione di “nuove traduzioni scientifiche fatte da supercomputer” viene usata come scudo di credibilità per dare una parvenza moderna e tecnologica a teorie che, di fatto, hanno più di cinquant’anni.

Il fenomeno dell’invasione di Youtube con un tema di moda , per esempio questo degli Anunnaki, sta diventando rilevante dal punto di vista del business , tant’è che nella prossima edizione del MIPCOM 2026, il più grande Mercato del mondo di prodotti audiovisivi  (in programma a Cannes dal 12 al 15 ottobre) verà sancita la definitiva “istituzionalizzazione” della “ AI Entertainment” ( contenuti di intrattenimento realizzati con IA) , facendolo uscire dall’ombra del web per portarlo nei mercati multimediali che contano.

L’organizzazione del MIPCOM ( olre 10.000 partecipanti; 3.000 direttori delle acquisizioni dirittti in arrivo da 100 nazioni) ha compreso che il confine tra televisione tradizionale, piattaforme di streaming e l’universo dei “digital creators” (comprese le agenzie di automazione e le Content Farm) si è ormai azzerato. 

Può sembrare una buona notizia in realtà secondo molti analisti del mercato non è proprio così. Non stiamo assistendo  infatti a una semplice evoluzione tecnologica, ma alla celebrazione del funerale della TV di Massa generale e generalista, sostituita dal trionfo del narrowcasting “ di nicchia” puro, iper-frammentato e automatizzato.

Se la televisione del Novecento è stata l’industria del broadcasting (un solo segnale trasmesso a milioni di persone contemporaneamente, con l’obiettivo di unificare il pubblico attorno a grandi narrazioni comuni), il modello attuale inverte completamente il paradigma.

Dalla “Massa” alle “Nicchie Psicografiche” : Nel broadcasting tradizionale, un programma sugli Anunnaki o sugli Elohim sarebbe stato confinato a una seconda serata su un canale tematico, penalizzato da costi di produzione che richiedevano un ascolto minimo per sopravvivere. Nel narrowcasting algoritmico, supportato dalle Content Farm invece, il pubblico non è più una “massa” geografica o demografica , ma una comunità psicografica globale, ovvero milioni di individui sparsi per il pianeta, aggregati dall’algoritmo di Youtube,  che condividono la stessa identica, specifica ossessione o curiosità in quel preciso momento. 

Il ribaltamento dei costi di produzione

Nel precedente mondo della “TV dedicata” (si pensi alla pay-tv degli anni ’90 o ai primi canali tematici del digitale terrestre), produrre per una nicchia era un rischio economico: meno pubblico significava meno pubblicità, ma le telecamere, i registi, i montatori e i conduttori costavano comunque cifre considerevoli. Oggi, l’automazione tramite IA cancella il fattore di costo:

Se un software scrive il testo, un clone vocale lo legge, un motore grafico genera le immagini e un algoritmo traduce tutto in 15 lingue, il costo per produrre 1.000 ore di trasmissione si azzera.

Sostenibilità del microscopico: Anche se un video viene visto “solo” da 30.000 persone per ogni lingua, la somma globale di quelle micro-nicchie, moltiplicata per il costo zero di produzione, genera un margine di profitto altissimo. 

Il broadcasting creava i “cittadini” o i “consumatori” uniformando il pensiero. Il narrowcasting automatizzato crea invece tribù digitali atomizzate, chiuse in bolle informative autoreferenziali dove persino la storia antica viene riscritta a uso e consumo dell’algoritmo di riferimento.

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