
Strane case
Uketsu
Traduzione di Stefano Lo Cigno
Noir Horror
Einaudi Torino Roma
Pag. 167 euro 18
2026 (orig. 2021)
Giappone, Tōkyō e altrove, zone residenziali. L’ultimo decennio ed epoche passate (dal 1868). Nel settembre 2019 Yanaoka sta per diventare padre e contatta il suo amico scrittore free lance specializzato nell’occulto. Ha visto decine di proposte immobiliari e forse ha trovato la casa dei suoi sogni; nella planimetria del piano terra ha notato un’anomalia inquietante; tra la sala e la cucina compare uno spazio vuoto inspiegabile, nessuna porta, nessun accesso; chiede una valutazione e un consiglio. Viene contattato anche l’architetto Kurihara e inizia un giro di mail con allegate accurate piantine di piani e locali, sembra una casa costruita per uccidere. Yanaoka decide di non comprarla ma lo scrittore si appassiona alla vicenda, legge su un sito di news l’articolo sul rinvenimento di un cadavere nelle vicinanze di quella casa, testa e arti separati dal tronco, tutte le parti seppellite nella stessa fossa a eccezione della mano sinistra, e decide di scriverci sopra un racconto di finzione (senza indizi concreti). Riceve molti commenti e una mail di tale Miyae Yuzuki, un’impiegata nella prefettura di Saitama, che gli segnala di sapere di quale casa aveva parlato. S’accordano per incontrarsi in un bar nel centro di Tōkyō, lei una 25enne dai capelli neri e corti. Gli parla del marito scomparso già da tre anni, del cadavere rinvenuto nei boschi qualche mese prima con l’anomalia dell’assenza della mano sinistra, degli esami del Dna che hanno confermato l’identità, degli immobili messi in vendita vicino casa loro, delle planimetrie strane e analoghe: doppie porte, ambienti senza finestre, camere con assurde disposizioni rivelano un quadro di segreti. Insieme a Kurihara indagano.
Lo youtuber e web writer Uketsu inizia da una planimetria su fondo nero (da cui il titolo e la copertina), alcuni particolari indirizzano a una trama talmente spaventosa da apparire del tutto irreale. Tutti e quattro i capitoli del testo sono narrati in prima persona dallo scrittore (la postfazione dall’architetto, che aggiunge una sua ulteriore ipotesi), il racconto inframezzato da decine e decine di disegni, planimetrie di tutti gli appartamenti rinvenuti nell’investigazione, aperture e finestre, singole stanze, possibili movimentazioni interne, cronologie di giorni anni decenni. Occorre mescolare parole, immagini, inquietudini. Il protagonista ripercorre il suo percorso di interessamento e poi di coinvolgimento, riferisce progressivamente conversazioni, dialoghi, lettere, diari, ricordi. Gli spazi contano per lui e per noi nel lavoro d’immaginazione, lì tutto sembra tornare, per quanto estremo. Le planimetrie e le genealogie vengono sviscerate con aggiunte e deduzioni. Non si tratta di delitti della camera chiusa, scopriremo itinerari e passaggi, immergendoci in tradizioni e superstizioni, legami familiari, verità sepolte, segreti nascosti, antiche maledizioni e discendenze. Non c’è violenza in diretta, l’efferatezza viene intuita, evocata, spiegata, dimostrata. Ci sta, basta farselo piacere.
