Cultura

Vasilij Kandinskij: il padre dell’astrattismo torna finalmente in Italia

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L’autunno si è aperto a Roma con un’esposizione di eccezionale rilievo internazionale.

di Beatrice Laurenzi

Dal 15 settembre infatti Palazzo Bonaparte ospita una retrospettiva dedicata a uno dei più grandi artisti del Novecento: Vasilij Kandinskij.

L’Italia attendeva da oltre 25 anni il ritorno del padre dell’astrattismo: un’attesa che finalmente viene ricompensata con una mostra dalla portata eccezionale, che espone capolavori provenienti da grandi istituzioni internazionali e dal Centre Pompidou, il quale ha potuto eccezionalmente prestare un nucleo generoso di opere grazie alla temporanea chiusura per restauri. Curata da Angela Lampe, la mostra riunisce oltre settanta capolavori appartenenti al lascito di Nina Kandinskij, moglie del pittore.

Il percorso espositivo in cinque sezioni ripercorre l’intera storia dell’artista, da brillante avvocato a Mosca a pioniere delle avanguardie europee, conducendo il visitatore attraverso le tappe fondamentali della ricerca artistica del grande maestro russo, rivelando come il suo linguaggio pittorico si sia progressivamente svincolato dalla rappresentazione della realtà per approdare a una nuova dimensione fatta di colore, forma e spiritualità. Dalle prime opere ancora legate alla tradizione figurativa e al folklore russo, fino alle celebri composizioni astratte, la mostra permette di comprendere l’evoluzione di uno dei protagonisti più rivoluzionari dell’arte del Novecento. Tra le opere esposte spiccano icone assolute come Gelb-Rot-Blau (1925) e L’Arco nero (1912), composizioni tese a dimostrare come un dipinto possa suonare come una melodia e agire direttamente sull’anima. La costante indagine sul rapporto tra arte e interiorità, unita all’interesse per la musica e per le teorie sul colore, rende l’opera di Kandinskij un terreno di sperimentazione unico, capace di influenzare profondamente non solo la pittura, ma anche l’architettura, il design e le arti contemporanee.

Un focus inedito e di travolgente intensità è dedicato a Gabriele Münter, esposta in Italia per la prima volta: rimasta nell’ombra di Kandinskij in quanto sua compagna di vita, Münter – al centro di recenti esposizioni internazionali – viene riscoperta quale fondamentale esponente dell’Espressionismo.
Arricchita da studi preparatori, testimonianze dell’epoca, fotografie, elementi biografici e lettere intime, la mostra ci porta a conoscere da vicino uno dei più grandi artisti di ogni tempo, offrendo uno sguardo completo sulla nascita di un nuovo alfabeto visivo che ha segnato in modo decisivo la storia dell’arte moderna.

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