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Per dieci minuti, di Chiara Gamberale. La dottoressa T. propone un gioco alla protagonista, Chiara: per un mese, ogni giorno, per dieci minuti dovrà fare qualcosa che non ha mai fatto. Dieci minuti per ritornare a respirare aria di vita.
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“Ogni cambiamento, anche agognatissimo, ha le sue malinconie, perché quel che si lascia è una parte di noi: bisogna morire a una vita per entrare in un’altra.”Anatole France
Le parole del premio Nobel per la letteratura del 1921 calzano a pennello per descrivere ciò che è successo alla Chiara protagonistadel libro: “Per dieci minuti”. Romanzo nato dalla penna e in parte da molte esperienze autobiografiche di Chiara Gamberale.
Il titolo prende spunto da un gioco che lungo la lettura acquista sempre più consapevolezza rendendo la Chiara una vera donna autonoma e disincantata.
In un momento particolarmente difficile la protagonista si rivolge ad una psicologa, la dottoressa T. che riceve i suoi pazienti in uno studio situato al centro di Roma, a pochi passi dalla casa di Chiara e di suo marito, la quale le consiglia di intraprendere questo gioco e di portalo avanti con costanza.
Il particolare esperimento proposto constava nel riservare dieci minuti ogni giorno a una nuova esperienza, mai fatta precedentemente, per un periodo complessivo di trenta giorni.
La storia prende il via da un momento difficile della protagonista, periodo nel quale vive tre traumi: il trasferimento a Roma dal piccolo paesino di campagna: Vicarello, che nella lettura sembra essere un paesino di altri tempi, la fine del suo matrimonio ed infine la cancellazione della sua rubrica settimanale “pranzi della domenica”.
In questa grande Roma Chiara, trentaseienne, si ritrova sola, smarrita, distrutta; lasciata dal marito, dopo diciotto anni insieme, con una telefonata da Dublino, senza un lavoro appagante.
Grazie al consiglio della Dottoressa T. Chiara è meno sola di quanto pensasse; infatti subentrano nel racconto molti personaggi; il marito che ritorna da lei, la mamma della protagonista, Rodrigo Erasmo violista degli Afterhours, Ato, Gianpietro; insomma, riscoprirà una vera e propria famiglia numerosa al suo fianco ma soprattutto scoprirà se stessa; si spoglierà del ricordo di sé come una fanciulla dalle trecce lunghe timida e timorosa.
Per questo strano gioco-terapia Chiara farà la cassiera nella libreria sotto casa, si travestirà da Babbo Natale, cucinerà, leggerà Herry Potter, imparerà a guidare, camminerà all’indietro nelle grande città, cucirà, coltiverà, ballerà Hip-hop e tante altre esperienze che le hanno permesso di dissociarsi dalla sua routine, dal suo modo di essere per fare ciò che non avrebbe mai pensato. Sono questi dieci minuti al giorno che la fanno ritornare a vivere diventando una donna salda, matura e consapevole di sé.
Per dieci minuti non è solo un romanzo scorrevole, simpatico e amabile, ma porta il lettore a riflettere sulla necessità del cambiamento seppur intriso di paure.
Per dieci minuti dimostra che ogni giorno è costituito da una vastità di possibilità per agire; ogni giorno può essere considerato come un piccolo tassello per la grande metamorfosi ed infine illumina il lettore sul valore del tempo, difatti a volte bastano solo dieci minuti per liberarsi dalle ossessioni che impediscono di progredire.
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::autore_::di Miriam Gambella::/autore_:: ::cck::1790::/cck::

