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Nonno, raccontami una favola

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Nonna con bambino, Creative commons
Il ruolo importante dei nonni nella società italiana è legato alla tradizionale organizzazione familiare ma è oggi anche un efficace rimedio all’instabilità economica.

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Da anni ormai si parla di nonni come risorsa inestimabile per i nipotini a loro affidati, mentre i genitori vanno al lavoro. E’ documentato che il 33% delle famiglie italiane li ritiene degli indispensabili punti di riferimento per i loro figli.
Mentre in Svezia ed in Danimarca, considerata l’organizzazione governativa dedicata all’infanzia, questa dinamica è presente rispettivamente solo nel 2,9% e nell’1,6% dei casi, nel nostro Paese, al di là dei forti legami che uniscono le famiglie, la necessità di “utilizzare” i nonni è dettata anche dalla forte instabilità economica delle nuove generazioni. Una “tata” che curi i piccoli è un lusso che pochi si possono permettere e gli asili nido sono pochi e costosi, con orari spesso non adeguati alle necessità professionali dei genitori.
L’importanza della figura dei nonni nella vita dei bimbi è continuamente evidenziata da tutti gli psicologi che seguitano a ripetere quanta tranquillità e sicurezza questi riescano a trasmettere ai bambini con la loro disponibilità di tempo e il loro amore infinito. Gli anziani, depositari di cultura e saggezza, accumulata nella loro vita, in un passato tanto diverso dalla realtà attuale, con le loro favole e storie – più o meno vere – riempiono le giornate dei teneri ascoltatori, affascinati da quei racconti, mentre passeggiano ai giardinetti per mano del loro grande “nonno” o giocando con il cagnolino della nonna.
A Piacenza, facendo tesoro di questi preziosi rapporti, è stato lanciato il progetto “educazione intergenerazionale” che mescola bimbi dall’asilo nido fino ai quattro anni, con 80 anziani, in un centro a loro dedicato. Qui, in mattinata e primo pomeriggio, si uniscono 40 bimbi che condividono con loro, in perfetta armonia, spazi e giochi: cucina, letture, giocattoli.
Gli anziani riscoprono il piacere del gioco in un ambiente gioioso e vitale, che risveglia in loro la certezza di essere ancora utili, allontanando il pensiero dell’età, spesso motivo di tristezza e depressione per chi sente di non aver più nulla da dare.
Stare al passo con quei “diavoletti” è una scarica di entusiasmo, una palestra che tiene attivi muscoli e cervello, obbligandoli ad essere dinamici e spensierati, calandosi nel mondo di oggi, piuttosto che rifugiarsi nei ricordi di ieri.
Anche per i piccoli è un’esperienza unica e piacevole.
I bimbi si affezionano a quegli amichetti e, spesso, incontrandoli per la strada, obbligano i genitori a fermarsi e scambiare convenevoli come si fa normalmente tra vecchi amici di famiglia.
Umanamente è una esperienza molto educativa poiché, fin da piccoli, i bambini vengono abituati a prendere confidenza con bastoni da passeggio o deambulatori, guardandoli, non più con timore o distacco, bensì come normali accessori di un’altra età.
Queste strutture favoriscono il  dialogo tra generazioni, mantenendo  attivo lo scambio di solidarietà tra persone di età, cultura ed educazione differenti.

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::autore_::di Luisanna Tuti::/autore_:: ::cck::1859::/cck::

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