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L’islamista tedesco Peter Heine, illustra in otto parti alcuni aspetti cruciali della pratica e della cultura enogastronomica d’Oriente, iniziando proprio da suino e vino.
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Autore: della cultura gastronomica Editore: Sellerio |
Islam. Tavole imbandite. I musulmani non mangiano carne di maiale, di rado si godono un bicchiere di vino, considerano spesso l’elemosina una buona maniera a tavola, hanno importato alcuni nostri cibi e cucine, hanno esportato molti loro cibi antichi (frumento, riso, zafferano, cannella, chiodi di garofano a esempio) e antichissimi (prima della loro religione), e cucine (falafel, hummus, kebab, cuscus, marzapane a esempio), come anche modi di cucinare gli ingredienti alimentari. L’islamista tedesco Peter Heine (Warendorf, Westfalia, 1944) illustra in otto parti alcuni aspetti cruciali della pratica e della cultura enogastronomica d’Oriente, iniziando proprio da suino e vino (il secondo con un divieto più recente e meno rigoroso), inframezzando il saggio con gustose ricette (oltre 50 in tutto), letteratura, vita quotidiana. Seguono ampie trattazioni di storia della cucina e splendidi capitoli sulle migrazioni culinarie, pure i legami gastronomici sono meticci e pacifici.
v.c.
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