
::cck::2662::/cck::
::introtext::
Fabrizio Rufo, nel suo libro l’Etica in laboratorio, illustra lo stato dell’arte (scientifica) e delinea i possibili sviluppi.
::/introtext::
::fulltext::
|
Autore: Titolo: Ricerca, responsabilità, diritti Editore: Pagine: pp. 118 |
I confini culturali del (nostro) corpo. Ora e in futuro. La scienza irradia problemi, allarga un circolo virtuoso di domande e risposte. Gli avanzamenti nel campo di biologia e medicina hanno trasformato i riferimenti pratici e simbolici della vita privata e di relazione, dalla generazione alla morte. Il colto acuto docente di Bioetica (a Roma) Fabrizio Rufo (1966) porta l’”Etica in laboratorio”, illustra lo stato dell’arte (scientifica) e delinea i possibili sviluppi. Il primo capitolo è più teorico: la parola “bioetica” compare nel 1971, si sviluppa accanto a biotecnologie e neuroscienze, costringe a ripensare il principio e la fine, assumendo in pieno una prospettiva evoluzionistica e radicando definitivamente le “emozioni” anche all’interno di reazioni corporee. Il secondo capitolo ridefinisce i rapporti tra scienza, politica e società: la conoscenza è un’elaborazione critica più raffinata dell’informazione, un bene in grado di determinare il grado di libertà di un individuo e la partecipazione ai meccanismi decisionali. Il terzo capitolo affronta il diritto alla salute.
v.c.
::/fulltext::
::autore_::::/autore_:: ::cck::2662::/cck::

