Marco, Paolo, Andrea, Emanuele e Michele

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Sono i nomi dei nostri ragazzi feriti nel Kurdistan assieme a 2 combattenti Peshmerga

L’ambasciatore italiano a Baghdad, Bruno Antonio Pasquino, ha detto a RaiNews24: “Non sono in pericolo di vita … lo confermo …” e “ … domani si avranno notizie più chiare sul decorso” “… uno solo di loro ha subito gravi ferite a una gamba, che è stata amputata, lo hanno riferito i medici anche a noi”.
Il giorno dopo abbiamo saputo che erano state amputate le gambe a tre di loro e che le loro condizioni erano gravissime; specialmente quelle di un quarto uomo che ha avuto una brutta emorragia interna.
Caro Ambasciatore, certamente non è sua la responsabilità di quanto accaduto; ma cerchiamo di non sottovalutare la gravità della situazione, né i problemi di chi opera sul campo.
I nostri militari inviati sul posto a compiere missioni di pace, operano in effetti in zone di guerra, e sono circondati da nemici che li considerano come bersagli da colpire a morte.
Un ordigno esplosivo, per quanto possa essere improvvisato, è un sempre una bomba; e se esplode vicino a un essere umano, peraltro appiedato e senza la copertura di un blindato come nel caso di specie, se non lo uccide, lo ferisce gravemente; molto gravemente.
Poco importa egli che sia perfettamente addestrato, come lo sono i nostri ragazzi, o che sia ben equipaggiato.
Le bombe son fatte per uccidere, non per giocare.
Marco, Paolo, Andrea, Emanuele e Michele rientravano da una missione operativa. Un raid contro l’Isis compiuto dalle forze della coalizione internazionale a Makhmour, un’area montuosa a ridosso della provincia irachena di Ninive, nel governatorato di Erbil.
E non è un caso che l’attentato sia stato consumato a pochi km da quell’area.
L’ordigno, ancorché rudimentale, è scoppiato al transito di un team misto di forze speciali.
I nostri ora sono ricoverati in un ospedale mobile delle forze alleate.
L’ordigno esplosivo (IED – Improvised Explosive Device) era celato sotto terra ed è detonato al passaggio di un team misto di Forze speciali italiane.
Due dei feriti sono effettivi al nono reggimento d’assalto paracadutisti Col Moschin dell’Esercito e tre appartengono al Gruppo operativo incursori Comsubin della Marina Militare.
L’attentato è avvenuto intorno alle 11 a.m. locali quando gli italiani erano di ritorno da una missione andata a buon fine. Viene attribuito a miliziani dell’Isis. I nostri ragazzi erano a piedi, senza nessuna protezione; e gli effetti devastanti dell’esplosione se li porteranno dietro per tutta la vita.
Altro che non sono gravi …” e aggiungo, tra una settimana i media li avranno già dimenticati!.

di Massimo Graziani

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