Economia

Lo scisma d’Oriente

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Manifestazione di SYRIZA nel 2007: bandiere di alcuni dei partiti che compongono la coalizione (Synaspismos, AKOA, DIKKI e Kokkino). Commons.wikimedia.org/wiki/File:SYRIZA_flags_2007.jpg. Autore: Michalis FamelisProprio quando l’anno si avvia a concludersi con le festività Natalizie, arrivano tumultuosi dalla Grecia focolai anti euro, con una reazione isterica dei mercati finanziari, a controprova dell’equilibrio assai precario per l’Unione Europea.

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Proprio quando l’anno si avvia a concludersi con le festività Natalizie, arrivano tumultuosi dalla Grecia focolai anti euro, con una reazione isterica dei mercati finanziari, a controprova dell’equilibrio assai precario per l’Unione Europea.
Le elezioni presidenziali elleniche comportano meccanismi tali che fanno presagire una forte probabilità di elezioni politiche a gennaio con l’avvento del partito di estrema sinistra Syriza, guidato da Alexis Tsipras, al governo del paese.
La successiva negoziazione tra un partito che ha per programma il congelamento del debito per il 70% (incremento degli stipendi a 700 euro, fine dell’austerità) e la Troika spiega come l’enclave greca abbia assunto fondamentale importanza e sia vista come chiave di lettura per l’inizio del 2015.
Nel momento in cui i dati di deflazione scontavano l’avvio degli auspicati interventi della BCE di Mario Draghi (QE), ecco che il virus anti europeista prende le forme: obiettivo di Alexis Tsipras è allargare la base di protesta fuori i confini greci, cercando alleati tra i Podemos spagnoli e qualche formazione in grado di raccogliere le istanze di tutti quei paesi che vedono le riforme dei governi filo Austerity come una mannaia sociale troppo pericolosa per la stabilità delle democrazie.
In Italia, i dissidi all’interno della coalizione di governo e le cronache giudiziarie acuiscono le difficoltà di seguire il percorso intavolato con le autorità europee.
Il famigerato piano di investimenti del presidente della commissione europea Juncker sembra essersi già sgonfiato per mancanza di fondi e non si vede come l’Unione possa sopperire se i dati economici del prossimo anno confermassero una crescita prossima allo zero.
Le possibili sanzioni per eccessivo deficit a carico di Francia e Italia sono ulteriori mine pronte ad esplodere e a rendere il prossimo trimestre ben carico di avvenimenti.
Di norma, a fine anno si cerca di esaminare una stagione che si chiude per raccogliere quanto di buono si è seminato, con tutti i buoni propositi per l’anno nuovo: è l’ occasione di stringerci intorno all’albero di Natale ed invocare al più presto l’arrivo di Mario Draghi come messaggero di pace e speranza, con il dono del Quantitative Easing (acquisto diretto di titoli di stato) a regalarci la giusta via dell’integrazione Europea.

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::autore_::di Gianluca Di Russo::/autore_:: ::cck::307::/cck::

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