Economia

Soluzione politica per la Grecia e l’Europa

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"Epidaurus Theater" di Morn - Uploaded as en:Image:Epidaurus Theater.jpg to en.wikipedia 19:19, 24 Aug 2003 by en:User:Morn (Large version, by mdoege@compuserve.com on 2003-05-20. Composited from three 35 mm images.). Con licenza Pubblico dominio tramite Wikimedia Commons - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Epidaurus_Theater.jpg#/media/File:Epidaurus_Theater.jpgIl monte Olimpo, montagna più alta della Grecia, è conosciuto ai più per le reminiscenze degli studi classici che identificavano in quel luogo la dimora degli dei.

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Il monte Olimpo, montagna più alta della Grecia, è conosciuto ai più per le reminiscenze degli studi classici che identificavano in quel luogo la dimora degli dei.
Nel corso dei secoli, la razionalità di scienziati ed astronomi ha messo in relazione la mitologia con i naturali fenomeni metereologici e aurore boreali che hanno reso, agli occhi dell’uomo, una montagna in un’icona di storia, miti e leggende.
La Grecia dei giorni nostri sta cercando con tutte le sue forze di mantenere identità, democrazia e un popolo che contribuisca alla nuova pangea europea, senza cedere ai venti dell’austerity che spazzerebbero di colpo tutte le lotte e i sacrifici degli ultimi anni.
I negoziati tra il governo Tsipras e le istituzioni europee continuano incessantemente, alla ricerca di soluzioni concrete che mettano fine alle tensioni sui mercati e sulla stabilità dell’Unione Europea. Un’uscita unilaterale della Grecia dall’euro avrebbe delle ripercussioni rilevanti su molteplici aspetti: rendere reversibile l’euro dando ai mercati la prova che l’unione monetaria è fittizia e non esistono regole che prevedano interventi e meccanismi che garantiscano la tenuta dell’euro e dei paesi aderenti. Lo stesso governatore della BCE, Mario Draghi, ha parlato di “acque inesplorate” per mettere in guardia dai possibili scenari ad oggi non prevedibili dai consueti modelli matematici applicati dagli economisti filo Austerity.
Il minimizzare a mezzo stampa del relativo peso della Grecia nel sistema europeo è parso un segnale di debolezza, portando gli spread dei paesi periferici a livelli che non si vedevano da dicembre, prima dell’avvio del Q.E. (quantitative easing). La politica monetaria perseguita fino ad oggi ha portato molti paesi sull’orlo del collasso, con aumenti smisurati di disoccupazione, perdita di prodotto interno lordo e crollo dei consumi e i vari interventi eseguiti in sede europea sono stati fino ad oggi insufficienti e intempestivi.
Chiedere al popolo greco ulteriori misure depressive porterebbe nel paese una lotta sociale che avrebbe bisogno di interventi umanitari ed aiuti dal resto dei vari paesi, non certo un bel biglietto da visita per Bruxelles e i suoi palazzi. La paura di un contagio su paesi come la Spagna e l’Italia avrebbe molta più difficoltà ad essere contenuta, con i livelli di debito pubblico e di economie molto più grandi e con pesi maggiori nel contesto europeo. I viaggi di Tsipras, i colloqui con Putin e l’avvicinamento alla Russia inaspriscono ancor di più la questione, con tutte le inevitabili conseguenze geo politiche di un interlocutore pericoloso nel cuore del Mediterraneo.
Le insofferenze dei popoli europei, testimoniate dall’avanzata di movimenti contrari alle politiche che l’Europa sino ad oggi ha prodotto, sono la minaccia maggiore per tutta la creazione del sogno di un’Europa unita.
Dall’alto del monte Olimpo, che gli dei ci diano il giusto segnale.

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::autore_::di Gianluca Di Russo::/autore_:: ::cck::649::/cck::

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