Cultura

Le app educative per i nativi digitali

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Foto di sharpemtbr (https://pixabay.com/it/ragazzo-ragazza-bambini-computer-110762/). Attraverso Pixabay
Tra applicazioni dedicate alla corretta alimentazione e quelli che invogliano a studiare la matematica, oggi i nativi digitali familiarizzano sempre più precocemente con la tecnologia.

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A pochi mesi, spesso anche meno di 24, i bambini oggi entrano in contatto con smartphone e tablet. Il passo perché imparino ad usarli è breve e da lì iniziano i dilemmi dei genitori: sarà un bene o un male? Sarà troppo presto?
Ognuno risponde come ritiene più opportuno, seguendo i consigli degli esperti o meno. Il dato di fatto rimane che i bambini utilizzano questi strumenti. La chiave di volta potrebbe essere adattarli, tramite app e giochi, tarati in base ad attività utili per più piccoli. Le applicazioni educative scaricabili su tutti i dispositivi non lasciano che l’imbarazzo della scelta: nello store di Apple a gennaio 2015 erano 80.000 le app della categoria educational.
Dagli Stati Uniti però ci arriva un dato molto più rilevante ed interessante: il segmento delle applicazioni educative per bambini e ragazzi ha raggiunto, secondo la stima elaborata dalla Software & Information Industry Association, un giro d’affari di circa 7,8 milioni di dollari. La tendenza è andata accentuandosi in ragione di tematiche come l’obesità infantile, molto sentite negli States, per cui le applicazioni sembrano funzionare.
Un esempio è il programma Easy Eater nato dal progetto della first lady Michelle Obama, da sempre impegnata nella lotta a questo problema ed alla promozione di un corretto regime alimentare. L’app permette di registrare sul dispositivo ciò che i bambini hanno mangiato durante la giornata con la possibilità di guadagnare così dei punti per sbloccare nuove attività. Il sistema prevede anche un percorso di ricompense che i genitori potranno dare ai piccoli che mangeranno con diligenza. L’idea in buona sostanza è la stessa che intorno agli anni Trenta ha animato il cartoon Braccio di Ferro: generazioni di bambini hanno accettato di mangiare gli spinaci sognando di farsi crescere dei bei muscoli come il marine con la pipa. Le applicazioni comunque non si limitano alla corretta alimentazione. È facile notare un vero e proprio fiorire di app per convincerli a studiare la matematica, a riordinare la cameretta, raccogliere i giochi ed aiutare la mamma. Gli impieghi possibili sono potenzialmente infiniti, verrebbe da dire che esiste un programma per quasi tutte quelle attività che i bambini non amano fare. Si prospettano affari d’oro per gli sviluppatori, ma anche tempi duri per i genitori 2.0 che affrontano la sfida di sfruttare nel modo giusto i supporti digitali.

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::autore_::di Caterina Salvati::/autore_:: ::cck::1302::/cck::

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