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Parigi, Sentier. 29.2-4.4.1980. Icaro, nome di in abbonato a un club di pedofili e viveur, uccide una giovanissima tailandese. Sulle sue tracce viene messo il mitico Théo Daquin della Narcotici.
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Parigi, Sentier. 29.2-4.4.1980. Icaro, nome di in abbonato a un club di pedofili e viveur, uccide una giovanissima tailandese. Sulle sue tracce viene messo il mitico Théo Daquin della Narcotici. Stuprato da bambino, ha 35 anni, è ricco e solo, omosessuale senza esclusività (pur se ora convive con un ragazzino turco, fra ricatto e affetto). Nella lotta all’eroina sono coinvolti politici altolocati e poliziotti corrotti, seguono altri efferati delitti, fino a qualche arresto. Così si presenta “Il sentiero della speranza”, primo romanzo (1995) della straordinaria serie della bravissima Dominique Manotti, uno pseudonimo per la colta sindacalista e docente di Storia economica che ebbi l’onore di presentare qualche anno fa in Brianza. Ottima riedizione con la stessa traduzione della prima (2002), che subito già recensii. Da non perdere, se non lo avete ancora letto.
v.c.
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