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Qualità dell’aria

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Joshua Wilson, Maschera Giardino, Pixabay
Dal rapporto 2016 dell’Agenzia Europea per l’Ambiente si evince che il vecchio continente si trova ancora una volta ad affrontare se stesso e i propri mali ambientali: tra cui la qualità dell’aria respirata.

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Dopo gli allarmi segnalati dall’esito della Conferenza Onu di Marrakech sul cambiamento climatico, fino ai preoccupanti pericoli posti dalla precaria situazione dei reattori nucleari francesi, il continente europeo si trova ancora una volta ad affrontare se stesso e i propri mali ambientali: tra cui la qualità dell’aria respirata.
467 mila morti l’anno per smog e inquinamento. E’ quanto segnalato dal rapporto “Qualità dell’aria in Europa 2016” redatto dalla Agenzia Europea per l’Ambiente (AEA), autorità tecnica e scientifica dell’Unione Europea con sede a Copenaghen.
La relazione dell’AEA presenta una panoramica aggiornata della qualità dell’aria con la copertura di 42 paesi europei. L’inquinamento atmosferico, sottolinea l’agenzia, ha un evidente impatto sulla salute, gli ecosistemi, l’ambiente costruito e il clima.
L’analisi, inoltre, indica che le politiche di qualità dell’aria hanno consegnato, e continuano a fornire, molti miglioramenti: le emissioni sono ridotte, così come la percentuale delle sostanze inquinanti. Tuttavia questi miglioramenti risultano ancora insufficienti per una radicale svolta per la salute umana e ambientale. Gran parte delle popolazioni europee sono esposte all’inquinamento atmosferico.
Le concentrazioni di particolato (PM) – l’insieme delle sostanze sospese in aria (fibre, particelle carboniose, metalli, silice, inquinanti liquidi o solidi) – continuano a superare le soglie di limite. Così come il limite annuale per il biossido di azoto (No2), ampiamente superato in tutta Europa.
Le concentrazioni di arsenico (As), cadmio (Cd), piombo (Pb), nichel (Ni) in Europa sono generalmente basse; però questi elementi inquinanti nel lungo termine favoriscono la deposizione e l’accumulo di livelli di metalli tossici nei suoli, sedimenti e organismi. Trasporti, industrie, centrali elettriche, impianti agricoli, famiglie, gestione dei rifiuti, continuano a rappresentare i principali agenti inquinanti.
Il permanente inquinamento atmosferico colpisce la salute dei cittadini europei; con un notevole impatto economico, dal un lato l’aumento delle spese mediche – sanitarie, e dall’altro la sottrazione della produttività lavorativa.
Dal rapporto dell’agenzia si evince che il doppio binario politico – legislazione e controlli – sia la soluzione più significativa per i fenomeni inquinanti a lungo termine. L’Europa è sulla buona strada per i miglioramenti registrati dal rapporto; ma non è sufficiente, ma soprattutto non è sufficiente perché non è una questione di confini continentali: la Conferenza di Marrakech è servita proprio a questo. Enti nazionali, sovranazionali, europei, non-europei, settori specifici, sono chiamati alle loro responsabilità per un’aria più respirabile.

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::autore_::di Giovanni Capozzolo::/autore_:: ::cck::1698::/cck::

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