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Dall’Ohio a Taiwan

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Republican January 14, 2016 Debate, Donkey Hotey, Flickr
Dalla città di Cincinnati, Ohio, la prima tappa del Thank You Tour di Donald Trump: “sono qui solo per un motivo, per dire ‘grazie Ohio’, lo stato che sceglie i presidenti”.

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E’ già suonato il primo allarme diplomatico dopo l’ingresso di Donald Trump alla Casa Bianca; il neopresidente statunitense, durante il colloquio telefonico con Tsai Ing-Wen, leader del Taiwan, regione ribelle e indipendentista della Repubblica Popolare Cinese, ha acceso le reazioni delle autorità cinesi. Fulminea la risposta del presidente uscente, Barack Obama, che ha rassicurato i partner di Pechino che per gli Usa rimarrà valida la politica della “One China”.
Nel frattempo il tycoon è pronto a scaldare i motori con la nuova amministrazione; si fa il toto-nomi per il successore di John Kerry come prossimo Segretario di Stato, i favoriti: l’ex governatore del Massachusetts e sfidante repubblicano di Barack Obama durante le elezioni presidenziali del 2012, Mitt Romney, o l’ex sindaco di New York, Rudolph Giuliani. Insomma, la nuova presidenza statunitense, ancora in corso, sta dando prova di sé per i prossimi anni che dovrà affrontare.
Ma prima di pensare al futuro, è necessario volgere un sguardo al passato, e ricordarsi, o meglio ringraziare, chi ha permesso tutto ciò. E’ lo spirito del “Thank You Tour” di Trump: un lungo itinerario di ringraziamento in tutti quegli stati che lo hanno consacrato il 36esimo presidente degli Stati Uniti d’America.
Ohio è la prima tappa. Con il 52,1%, 2,771,984, il candidato repubblicano ha prevalso sulla sfidante democratica Hillary Clinton, consegnandogli i 18 grandi elettori spettanti dallo stato dell’Ohio. L’Ohio, stato di circa 11 milioni di abitanti, ha decretato nelle precedenti elezioni, sia nel 2008 che nel 2012, la vittoria al presidente uscente Barack Obama.
Dal palco di Cincinnati, città del sud-ovest dell’Ohio, Trump è tornato alla ribalta con la conferma dei suoi programmi: muro sul confine messicano, abolizione della riforma sanitaria Obamacare, ma soprattutto “metteremo l’America davanti a tutto”.
‘Siamo un paese diviso, ma non resteremo divisi a lungo, riunirò il paese, per vincere c’è bisogno di tutti gli americani, senza distinzione di razza, età, reddito, geografia, ora è tempo di unirsi” ha quindi precisato Trump, ”sono qui solo per un motivo, per dire ‘grazie Ohio’, lo stato che sceglie i presidenti”.
E chi lo critica per aver scelto dei miliardari come ministri:……beh, loro sanno come fare soldi!

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::autore_::di Giovanni Capozzolo::/autore_:: ::cck::1711::/cck::

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