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Il nuovo album dei Baustelle: “L’amore e la violenza” pubblicato il 13 Gennaio 2017. Un album “colorato” originato da ispirazioni di matrice diversa.
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“Ormai quando penso a questo disco l’aggettivo che mi viene in mente con più frequenza è: colorato”.
Così viene descritto il nuovo album: “L’amore e la violenza” da Francesco Bianconi, frontman dei Baustelle.
La copertina dell’album ritrae due donne nude in un abbraccio; la scelta è stata ispirata dal film If, del quale il fotografo Gianluca Moro possedeva uno scatto di scena originale; l’intento era proprio quello di mostrare l’amore puro nella delicatezza dei semplici gesti, mostrandolo al mondo come un attimo fugace immortalato.
“Amanda Lear” è il primo singolo estratto, irreale, sensuale e allo stesso tempo divertente; ricco di contraddizioni. Racconta di una storia d’amore nella quale lei è irrimediabilmente disillusa e porta il suo lui a tradirla. “Non siamo mica immortali, bruciamo ed è meglio così, Amanda Lear, soltanto per un LP il lato A, il lato B che niente dura per sempre, nemmeno la musica.” Amanda Lear citata come un mito, una donna straordinaria. Il pessimismo della giovane si conclude con la frase finale: “niente dura per sempre figurati io e te”.
Il disco nato con l’adattamento delle parole alla musica, nasce dalla trattazione del binomio amore e guerra dei giorni nostri, tempi in cui nessuno si sente più al sicuro. “Giorni senza fine, croci lungomare. Profughi siriani, costretti a vomitare. Colpi di fucile, sudore di cantiere.”Tratto da la canzone: Il vangelo di Giovanni che è un incoraggiamento di fronte ai bombardamenti, dove la violenza irrompe quotidianamente nelle nostre giornate; nella suddetta si echeggia tanto tratto da Battiato soprattutto nel ritornello, con i consueti riferimenti mistico religiosi.
“L’amore e la violenza” immortala la quotidianità con estrema nitidezza, si alternano temi drammatici di attualità mettendo in successione: governi in bilico e dipendenze, attentati e discoteche, guerre e sesso, violenza e amore; il tutto è coronato dal suono dei sintetizzatori digitali, è stato definito “oscenamente pop” fatto di canzonette dove il marchio Baustelle è sempre identificabile. La sensuale vocalità di Rachele Bastreghi in “La musica sinfonica” ed in “Eurofestival”.
È un album che racconta storie e nelle quali si alternano riflessioni esistenzialiste ricche di positività, un bell’ossimoro alla Baustelle: “Lo so, la vita è tragica, la vita è stupida, però è bellissima, essendo inutile. Pensa a un’immagine, a un soprammobile: pensare che la vita è una sciocchezza aiuta a vivere” tratto dal brano: La vita.
È un disco che disorienta, lascia stupefatti e lega l’ascoltatore ai Baustelle passati, mantengono lo stesso stile inconfondibile, conservano la stabilità tra impegno e disimpegno con estrema disinvoltura. È una leggerezza musicale di spessore.
I Baustelle si riconfermano ancora una volta unici ed ineguagliabili nel loro genere.
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::autore_::di Miriam Gambella::/autore_:: ::cck::1837::/cck::
