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Mali: mattone su mattone

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Tuareg separatist rebels in Mali, January 2012. By Magharebia - Mali begins Touareg dialogue | بدء الحوار بين مالي والطوارق | Le Mali entame le dialogue avec les Touaregs, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=23633217
La pace firmata dai Tuareg rivali in Mali rende possibile la costruzione su solide fondamenta e mattone su mattone, di una strategia di governo dei flussi migratori dall’Africa verso l’Europa.

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Consumati i titoloni, fra gli altri, delle elezioni per il rinnovo del Parlamento della Repubblica Federale di Germania dello scorso 24 settembre, dedichiamoci ad altri avvenimenti, meno vicini, ma non meno importanti.
Scegliamo, tra i tanti, quelli che, mattone su mattone, danno una misura della costruzione delle fondamenta della strategia di governo dei flussi migratori dall’Africa verso l’Europa.

Mappa delle rotte dei migranti al Nord Africa ed all'Europa, dall'Africa dell'Ovest. Di historicair 23:41, 24 February 2007 (UTC) - Frankfurter Allgemeine Zeitung, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1713646

E’ quanto sta accadendo in Mali, dove i Tuareg rivali, sotto la supervisione delle Nazioni Unite, dei funzionari governativi e dei mediatori internazionali, hanno firmato un accordo per porre fine agli anni di combattimento che hanno reso finora impraticabile qualsiasi iniziativa, basata principalmente sulla stabilizzazione politica della regione, che, detto per inciso, costituisce uno dei passaggi obbligati dei flussi migratori verso il Mediterraneo, attraverso la Libia.
I protagonisti di questo importante accordo sono il Coordinamento per il Movimento Azawad (CMA) ed il GATIA, un gruppo armato questo, parte della “Platform”, milizia della coalizione pro governativa.
Dobbiamo andare indietro nel tempo, ma non troppo, per ricordare l’avvio di quella crisi.
Siamo nel 2012, e ancora una volta ci dobbiamo riferire alla sciagurata vicenda della guerra civile scatenata in Libia dopo il rovesciamento del regime di Gheddafi ed il saccheggio dei suoi arsenali militari. Alcuni arsenali furono razziati da mercenari tuareg al servizio della Jamahiriya araba libica riunendosi con altri gruppi ribelli.

Carte du conflit au nord du Mali. (Anglais) Par Orionist/Translation : Savant-fou — Translation of File:Northern Mali conflict.svg, GFDL, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=24989844

E’ questione di poco: alcuni gruppi ribelli tuareg MNLA, Movimento Nazionale di Liberazione dell’Azawad, e Ansar Dine (Salafiti) si alleano tra loro e scatenano la quinta rivolta Tuareg contro il Mali, che dà luogo all’intervento delle truppe francesi e dell’ONU.
Comincia, così nel 2014, sotto l’egida dell’ONU, l’operazione Barkane, con l’obiettivo di sostenere il legittimo governo maliano per ottenerne il pieno riconoscimento, che andrà avanti con alterne fortune fino all’avvento dell’appena eletto presidente francese Emmanuel Macron. Questi dedica il suo primo viaggio al Mali, il 19 maggio scorso prima, ed il successivo 2 luglio dopo, a sostegno della richiesta di coinvolgimento dei cinque paesi nella creazione di “Sahel 5”, la forza multilaterale sostenuta da Mali, Mauritania, Burkina Faso, Niger e Ciad.
Con la firma dell’accordo di pace tra le fazioni dei Tuareg del Mali dello scorso 21 settembre si rendono, ora, percorribili strade che finora erano precluse, in particolare sulla gestione dei flussi migratori provenienti dai paesi del West Africa, diretti verso l’Europa, via Libia e Mediterraneo.

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::autore_::di Giorgio Castore::/autore_:: ::cck::2220::/cck::

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