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Elogio delle frontiere

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Secondo l’intellettuale francese Debray, la frontiera è “un’assurdità necessaria e inevitabile”, inutile illudersi di poterne fare a meno.

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Copertina: Elogio delle frontiere

Autore:
Régis Debray
Titolo:
Elogio delle frontiere
Uscita 2012 (orig.2010)

Editore:

Add
Pagine: 93

Genere: Geopolitica
Prezzo: 12 € 
Traduz.:
Gian Luca Favetto

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1991-2010. 27.000 km di nuove frontiere. Il futuro resterà loro, disse controcorrente il noto intellettuale francese Régis Debray (Parigi, 1940) in una conferenza del 2010 a Tokio. La frontiera è “un’assurdità necessaria e inevitabile”, inutile illudersi di poterne fare a meno.  Il testo erudito e stimolante (per quanto provocatorio e talora discutibile) fu pubblicato in volume come “Elogio delle frontiere”: visto che non si poteva (almeno dal neolitico), può e potrà eliminare “frontiere” tanto vale approfondire perché ed evitarne significati e funzioni di definitiva separazione fra umani sapienti. Opportunamente l’autore segnala che le barriere naturali diventano “frontiera” attraverso un atto di registrazione solenne, serve il diritto, sia interno che internazionale. E riconoscerla significa conoscere pure chi sta di fronte. Anche per chi difende diritti universali e intende la priorità degli equilibri ecologici non può prescindere dall’affrontare gli argomenti illustrati.

 

 

v.c.

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