
Dopo la spettacolare inaugurazione di sabato 1 novembre, è finalmente arrivata l’apertura al pubblico.
di Beatrice Laurenzi
Sabato 1 novembre è stato inaugurato al Cairo, con una lunga cerimonia ufficiale e un vero e proprio spettacolo con fuochi d’artificio e giochi di luce, il Grand Egyptian Museum (GEM), alla presenza delle autorità egiziane e di 79 delegazioni straniere (in rappresentanza del governo italiano c’era il ministro della Cultura Alessandro Giuli), di cui 39 guidate da monarchi, principi e capi di Stato e di governo, rendendo l’apertura del Gem un momento storico non solo per l’Egitto, ma per l’intera comunità internazionale. «Oggi mentre celebriamo l’apertura del Grande Museo Egizio stiamo scrivendo un nuovo capitolo della storia del presente e del futuro, nel nome di questa antica patria» ha detto il presidente dell’Egitto, Abdel Fattah-Al-Sisi, nel discorso che ha anticipato la cerimonia.
Martedì 4 novembre, in occasione dell’anniversario della scoperta della tomba di Tutankhamon, avvenuta nello stesso giorno del 1922, il museo apre ufficialmente al pubblico.
Con i suoi 480mila metri quadrati e una superficie espositiva di 85mila è il più grande museo al mondo dedicato ad una sola civiltà. «È più grande del Metropolitan, il doppio del Louvre e del British Museum. Il cantiere è durato vent’anni ed è costato circa 1 miliardo di dollari. Abbiamo attraversato problemi politici, problemi di fondi, problemi di gestione, ma alla fine siamo riusciti a completare questo grande progetto» afferma Ahmed Ghoniem, direttore del GEM. Ideato nel 1992 e avviato il progetto nel 2002 per alleggerire il museo di Piazza Tahir, ospita oggi circa 100mila reperti: un meraviglioso viaggio attraverso oltre cinque millenni di civiltà. Ad accogliere i visitatori la colossale statua di Ramses II, alta 11 metri e risalente a 3.200 anni fa, spostata dal centro del Cairo dove per decenni ha dominato una trafficata rotatoria; poi un obelisco sospeso che precede la Grande Scalinata circondata da sfingi, e una volta in cima si potrà godere della spettacolare vista delle tre piramidi di Giza. Nelle sale si potranno ammirare tesori d’oro e d’argento di tutte le epoche, una serie di statue del faraone Sesostris I, la ricostruzione della tomba della regina Hetepheres, madre di Cheope, la magnifica statua seduta del faraone Chefren, e una lunghissima serie di oggetti (tra cui un’enorme quantità di sarcofagi, papiri ed elementi della vita quotidiana) che permetteranno al visitatore di compiere un affascinante viaggio cronologico attraverso tutta la storia dell’Egitto, dall’inizio fino alla conquista romana. Un impressionante percorso archeologico che, attraverso una passerella lunga due chilomeri, unisce fisicamente il grandioso e modernissimo edificio alle millenarie piramidi di Giza. Ma l’attrazione principale è senza dubbio la Galleria di Tutankhamon, allestita per la prima volta in modo permanente e completo, che offre due narrazioni parallele: la vita e il regno di Tutankhamon e la scoperta della sua sepoltura. La celebre maschera funeraria, realizzata in oro, quarzite, lapislazzuli e vetro colorato, è protetta da una teca di vetro antiproiettile spessa 40 millimetri. Il percorso culmina in una riproduzione a grandezza naturale della tomba, con proiezioni che ricreano l’aspetto originale al momento della scoperta. «Per la prima volta il tesoro di re Tut sarà esposto integralmente: nel museo di Tahir infatti si poteva visitare solo una piccola parte, qui invece una gigantesca sala di 7.500 metri quadri raccoglie tutti i quasi 5.400 manufatti. L’esposizione ricostruisce la scoperta della tomba, l’identità del faraone, la sua vita personale, le guerre… un’esperienza che non si può trovare in nessun altro museo del mondo.» commenta il direttore Ghoniem. Oltre a ciò, un edificio separato contiene la barca solare di Khufu (Cheope), lunga 43 metri e risalente a 4.600 anni fa. Oltre alle gallerie di esposizione vi sono anche laboratori, biblioteche e aree di ricerca.
Per la sua imponenza è stato ribattezzato “la quarta piramide”, dopo quelle millenarie di Cheope, Chefren e Micerino, alle quali è collegato da un passaggio lungo due chilometri. La facciata triangolare in vetro, lunga 600 metri, richiama le linee delle piramidi circostanti e permette di ammirare da ogni angolo la spettacolare vista del complesso di Giza.
Con questo, Il Cairo arriva ad avere tre imponenti musei dedicati all’arte e alla cultura egizia: il GEM, il Museo Egizio di piazza Tahrir e il Museo Nazionale della Civiltà Egizia (MNCE), che insieme rendono l’immersione dello spettatore in questa straordinaria civiltà il più affascinante e completa possibile.
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