Divisi si vince? Dubbio amletico

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Una nuova stagione  politica di scomposizione e… forse… ricomposizione

In attesa che la sarabanda prodotta dal mutamento di governo assuma i connotati di una stagione comprensibile quello al quale ci pone dinanzi la cronaca politica nazionale è un vero e proprio puzzle dove un artefice “occulto” ha posto in atto una nuova scomposizione, ovvero ha distrutto lo schema e lasciato i pezzi, e si spera di intravedere una possibile e soprattutto logica ed identificabile ricomposizione. La narrazione quotidiana e la sensazione comune è che essa difficilmente si avvererà almeno nel breve periodo e se ciò avverrà realmente, lasciandoci dunque quali cittadini a lambiccarci il cervello sul chi dice cosa e chi sta con chi e … soprattutto … per andare dove?

Riavvolgendo il breve nastro di un’estate convulsa e a tratti incomprensibile, registriamo che la tanto annunciata uscita dal Pd dell’ex segretario ed ex premier Matteo Renzi è divenuta realtà. E’ nato un nuovo gruppo parlamentare “Italia viva” che potrebbe dare filo da torcere alla neo maggioranza (al di là delle rassicurazioni) e in termini numerici creare non pochi grattacapi. Si potrebbe obiettare che è stato lo stesso Renzi ha caldeggiare l’assurda ed illogica (più della precedente) nuova alleanza giallorossa anche se in molti si ostinano a parlare di logica vicinanza pensando ai famosi compagni che sbagliano e poi ritornano all’ovile (evento mai verificatosi né in natura né nell’agone politico nazionale). E tuttavia la vera domanda da porsi, come per la decisione di Salvini di staccare la spina, è perché? Solo il tempo potrebbe dare senso a questo interrogativo e soprattutto consentire una risposta comprensibile, al netto delle elucubrazioni dei soliti bene informati, dei so’ tutto io che pullulano nel quotidiano alternarsi di analisi, dichiarazioni, e via dicendo.

Lo stato degli atti, intanto, vede anche un altro evento per così dire che, invece di essere foriero di positività, si situa perfettamente all’interno dello sconfortante quadro politico nazionale. E’ emerso nei giorni scorsi con un documento specifico e non voci di corridoio, un dissenso consistente nei confronti del capo politico dei cinquestelle, alias neo ministro degli esteri (proprio lui che alla Farnesina ha riunito il suo gruppo di fedelissimi dimentico di trovarsi nel tempio della diplomazia e dunque del rispetto delle regole istituzionali che avrebbe consigliato di vedersi altrove, magari al bar)! Ebbene, al di là delle ovvie rassicurazioni dei proponenti : è un contributo al dialogo, un modo per aiutare la crescita del movimento, quanto accaduto appare per quello che è. Ovvero un salto di qualità ma negativa per quello che doveva essere il motore del cambiamento, il nuovo che è avanzato nello spazio di un mattino (giusto il tempo di collocarsi in qualche seggio parlamentare o di governo): il movimento che fu di Grillo e Casaleggio, quello che il comico-guru ha abbandonato ma sul quale continua ad esercitare un fumistico e irrazionale controllo mentale insieme al grande fratello della piattaforma Rousseau, sta diventando un gruppo politico come gli altri. Con la differenza che negli altri le regole storiche sono saltate, mentre i pentastellati non hanno mai avuto regole scritte essendosi orgogliosamente definiti un non partito con un non statuto con un non gruppo dirigente e via folleggiando. Lo scontro con la realtà sta divenendo come il passaggio dall’adolescenza spensierata alla dura realtà della maturità con tutti i problemi e le scelte che questo comporta.

Di scomposizione e ricomposizione ventura, esiste anche un altro dilemma: cosa potrebbe diventare il Pd? Senza Renzi tutti sono convinti che possa ritornare alla sua vera natura, ma quale è questa vera natura? Quella che vede il ritorno di personaggi come la Bindi o come Bersani e d’Alema e gli altri fuoriusciti di LeU? Con tutto il rispetto per l’intelligenza questo altro non sarebbe che il tentativo fallito miseramente negli anni di far funzionare la fusione fredda che portò all’Ulivo di Prodi riunendo ex cattolici democratici ed ex comunisti. Tutti uniti dal solo obiettivo di trovare sempre un nemico giurato sul quale scaricare tutte le colpe e poi correre a proteggere la democrazia ovviamente. Solo che la democrazia che si ostinano a voler proteggere non è quella della Costituzione, ma quella che esiste nei loro demoni notturni. E tutto questo non fa ben sperare per un partito o simil tale che non riesce più a trovar la consonanza con i cittadini, ma rivolgendosi a tutti gli italiani, non soltanto a quelli che ancora sperano (e sono sempre di meno) nei magnifici e progressivi orizzonti che tanto bene hanno fatto in tutto il mondo.

Altro dubbio amletico, cosa accadrà nel centrodestra? A parte il riposizionamento di questo o quel parlamentare chi sarà a cercare di ricomporlo dopo l’attuale scomposizione? L’ex cavaliere alle prese con se stesso prima ancora che con i suoi possibili eredi? O il leader leghista rimasto impastoiato nei classici intrighi di palazzo contro i quali ha sempre tuonato sino a ieri con i suoi ex compagnucci come Di Maio? Escludendo che la leadership possa passare nelle mani della Meloni, quello al quale continueremo ad assistere sarà una corsa estenuante verso il nulla e che i cittadini mostrano di gradire sempre meno soprattutto nei confronti di Forza Italia, oppure un accordo tra gentiluomini permetterà alla forza della Lega di divenire l’ossatura di una nuova alleanza con il dovuto riconoscimento alla parte moderata che sola può riavviare un ciclo virtuoso? Qien sabe! Ma il tempo anche su questo fronte stringe e non aiuta soprattutto per la raffazzonata e inconcludente soluzione di governo avviata e affidata all’ex araba fenice ed ex avvocato del popolo che potrebbe esplodere in qualsiasi momento avendo a collante non l’interesse del paese, ma quello dei consociati al potere, tanto evidente da trasparire senza infingimenti ad ogni passo. E dove persino l’agognato rispetto dell’Europa rischia di essere il suggello di una pura operazione di conservazione e di potere. L’esatto contrario di quello che i cittadini italiani sperano di veder realizzare da anni, troppi anni ormai!

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